Sono sessant’anni che le linee 1 e 2 della Metropolitana di Milano corrono sottoterra trasportando viaggiatori e accompagnandoli da una parte all’altra della città meneghina.

Al fine di rendere tali ambienti sotterranei meno inospitali, familiari e favorire l’orientamento nelle stazioni, Franco Albini insieme a Franca Helg disegnano con morbidezza folgorante la linea curva del corrimano che parte dal piano strada, prosegue lungo le scale e ti guida fino alla banchina del metrò.

Un filo di Arianna che ti indica la strada, ti facilita il percorso e risponde al precetto razionalista della funzionalità. L’obiettivo: migliorare la vita delle persone.

Una forma che sarebbe potuta passare inosservata, ma che invece nelle mani esperte di Albini assume un alto valore estetico arrivando ad essere il simbolo stesso del progetto, un’icona.

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Corrimano in tubolare rosso e pannelli di graniglia Fulget, MM1, Milano, 1962- 64, con Franca Helg.

Una storia di progettualità e sperimentazione che inizia però una trentina di anni prima della nascita del corrimano.

La ricerca formale di Franco Albini sull’uso del tubo metallico curvato inizia già dagli anni ’30, in risposta alle suggestioni europee di sperimentazione dei materiali metallici, desunti dall’industria e portati all’interno di altri settori come quello del mobile.

Manifesta l’ispirazione di Albini verso Le Corbusier, il Maestro nel 1929 aveva presentato al pubblico la sua chaise lounge in tubo metallico e Franco nel 1938 prende ispirazione e ne disegna una versione semplificata per il suo appartamento milanese di via De Alessandri.

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Appartamento Albini in via Cimarosa angolo via De Alessandri, Milano, 1938.

Le sperimentazioni con il freddo materiale, anche se non più cromato come negli anni ‘30, proseguono fino agli inizi degli anni ’50 dove il tema del tubo è uno tra i più ricorrenti per lo studio delle strutture di sostegno.

Alcuni progetti sono esemplificativi di queste ricerche e sembrano quindi anticipare formalmente l’iconico corrimano; eccone una piccola rassegna.

Spostiamoci a Somma Lombardo vicino a Varese dove nel 1958- 60 Franco Albini riqualifica un’antica torre, probabilmente seicentesca, immersa nel verde delle campagne trasformandola in abitazione.

Per gli interni Albini Helg immaginano un andamento verticale dividendo lo spazio interno della Torre in diversi piani collegati attraverso scalette alla marinara in larice che salgono al primo e poi su fino al secondo piano e dotate di un corrimano, proprio in tubo di ferro forgiato e verniciato in grigio piombaggine.

Una forma sinuosa che in certe parti forma un’onda fluida e in altre semplicemente accenna un inizio di curvatura.

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Sistemazione a villa unifamiliare di un rustico e di una torre seicentesca, Torre Formiggini, Somma Lombardo, Varese, 1958- 63, con Franca Helg.

Dalla Lombardia arriviamo in Toscana dove l’anno successivo- 1959-64- in Villa Allemandi Albini ripropone, sempre insieme alla sua socia Franca Helg, la soluzione in tubolare per la scala e il parapetto, avvicinandosi sempre più alle strutture dei ponteggi.


La stessa Helg nella sua amata Casa di campagna a Galliate Lombardo riprende le stesse forme per il parapetto del suo soppalco.

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Villa Allemandi, Punta Ala, 1959- 61, con Franca Helg.

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Casa Helg, Galliate Lombardo (VA), 1961- 79, con Franca Helg

L’apice di queste ricerche è segnato dal progetto della poltrona Tre Pezzi PL19, disegnata insieme a Franca Helg per Poggi.

La struttura esterna in tubo ricorda i tralicci dei ponteggi e si sviluppa verso l’alto con delle linee curve estremamente fluide, molto art Nouveau. 

Le gambe anteriori della scultorea seduta anticipano in maniera puntuale il disegno per il corrimano.

Questo concetto del profilo ondulato verrà poi ripreso qualche anno dopo per la poltrona Consigliere, sempre prodotta da Poggi e realizzata per la sala del consiglio degli uffici comunali di Genova nel 1962.

Qui la struttura portante è in tubolare d’acciaio verniciato a fuoco nero.

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Poltrona Tre Pezzi PL19, con Franca Helg, produzione Poggi 1959, riedizione Cassina 2008. Tubolare d’acciaio, gommapiuma e rivestimento in tessuto o pelle.

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Poltrona Consigliere, con Franca Helg, produzione Poggi 1962. Acciaio verniciato e gomma piuma su struttura metallica interna.

Una rassegna che seppur breve dimostra la continua Verifica delle possibilità di un’idea tipica della modalità di operare di Franco e del suo Metodo puntuale.

Una continua ricerca al fine di trovare nuove applicazioni ad un’idea, nuove varianti, nuovi scopi…

Nel caso del progetto della Metropolitana di Milano, il disegno di una gambina di una seduta diventa quindi una linea immaginaria che ti guida, come un filo di Arianna, nel labirinto razionale delle diverse stazioni.

Il perfetto dialogo tra il corrimano e il progetto grafico di Bob Noorda è la dimostrazione dello sforzo, riuscito, “di qualificare direttamente, attraverso la comunicazione, l’ambiente architettonico”, come da motivazione per la vittoria del Compasso d’Oro.

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Disegni 284/ 75, particolare testata del corrimano delle scale esterne, 1962, con Franca Helg.

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Corrimano in tubolare rosso, MM1, Milano, 1962- 64, con Franca Helg.